CASTELLO CARACCIOLO

Cuore del centro storico del comune, il castello è di origine normanna con fattezze che, nel tempo, l’hanno portato strutturalmente ad essere ciò che vediamo oggi. Nato come torre di un avamposto di controllo, nel tempo è stato trasformato in residenza agricola. La pianta è quadrangolare
e si sviluppa su tre piani con 9 stanze per ognuno; il secondo piano è stato realizzato da un sottotetto. L’esterno come lo vediamo oggi è il risultato di lavori ottocenteschi che hanno portato alla costruzione di due torri merlate, il rifacimento della facciata con i tre portoni di accesso, le finestre bifore al primo piano, il bugnato di rivestimento esterno e lo scalone interno centrale.
All’interno tutte le stanze sono con volte a crociera tranne quella centrale del piano terra che, in origine, era una corte. Sempre esternamente si possono ammirare le mura di cinta con un cancello in ferro battuto; all’ingresso, sulla destra, vi è la chiesa della Maddalena che possiede un accesso diretto dall’atrio del castello mentre, sul retro, è possibile ammirare un ampio giardino con alberi da frutto tipici del territorio. Appena varcato il cancello d’ingresso del castello, sulla parete della chiesa della Maddalena è presente una lapide con questa iscrizione in volgare:
«HERONIMO CENTVRIONE SI
GNORE DE QVESTO TOTE TER
RITORIO PALAZZO NOMINE LA CEN
TVRIONA VOLE CHE SI CELEBR
A VNA MESSA IN QVESTA C
APPELLA DE S.NTA MARIA MADDALE
NA OGNI GIORNO FESTIVO
LA PISSIMA CONTENE
LA CENTVRIONA MDIV»
«Heronimo Centurione signore di tutto questo territorio [e del] palazzo chiamato La Centuriona vuole che si celebri una messa in questa cappella di Santa Maria Maddalena ogni giorno festivo. La Piissima protegge La Centuriona 1504».
Il primo restauro di cui si ha notizia è del 1675 con il dominio dei De Ponte, perché la struttura era quasi cadente. Con questo intervento la scala interna viene eliminata per costruirne una esterna sul lato destro per accedere al “piano nobile”. Intorno al 1860 viene sottoposto ai lavori citati prima dalla famiglia Caracciolo di Vietri, entrati in possesso del castello che si iniziò a chiamare Caracciolo. La struttura viene quindi trasformata in palazzo per villeggiare. Dopo la Prima Guerra Mondiale ci sono altri interventi con il rifacimento del solaio del secondo piano e la costruzione di altre due torri merlate.
Nel secondo dopoguerra alcuni ambienti sono presi in fitto dall’amministrazione comunale per adibirli prima a Municipio, poi a scuola. Nel 1971 il castello è acquistato dal comune di Sammichele di Bari e destinato ad ospitare, in maniera permanente, il Museo della Civiltà Contadina. Negli ultimi anni del ‘900 è stato sottoposto ad ulteriori lavori per meglio adattarlo alla funzione museale.




bilmente ci doveva essere un’immagine della Maddalena. In stile rinascimentale, era una cappella privata, infatti vi è un accesso diretto dall’atrio del Castello Caracciolo. Con la casata De Ponte (1667-1794) venne ingrandita in forme barocche ed innalzata la guglia del campanile. All’ingresso vi è l’acquasantiera scolpita in pietra con l’antico battistero datato “1620 SM” all’interno del quale, vicino al bordo, è scolpito un serpente. Nella navata destra vi è un altare in pietra del Purgatorio con mensa sorretta da volute addossate da tre figure umane in rilievo su uno scudo contornato da duplice cornice di foglie e volute; sulle teste è inciso il nome “D’Aresta”; qui troviamo la statua di S. Vito. Nella navata sinistra vi è un altare con mensa sorretta da volute reggi mensole. Il paliotto è identico a quello dell’altare opposto. Sull’altare vi è una nicchia contenente la statua settecentesca di san Michele del XVII sec. (detto “della vendemmia”, dato che viene portata in processione attorno al paese il 29 settembre). Il secondo altare della navata sinistra è anch’esso in pietra con mensa sorretta negli angoli smussati da mensole scolpite a volute. La nicchia che sormonta l’altare racchiude la statua dell’Addolorata in veste nera trapunta di stelle dorate. Nei gradini poggiati sull’altare è incastonato il tabernacolo. Dietro l’altare maggiore si eleva, su tutta la parete di fondo, un postergale di legno dipinto con scultura di testa d’angelo dalle ali dorate ed è sormontato da colomba a tutto tondo in raggiera. Nello spazio centrale, tra le colonne, è la tela raffigurante la Madonna in veste azzurra con Bambino fra le braccia, attorniata da stuolo di angeli, di cui due la incoronano; in basso un angelo libera alcune anime dal Purgatorio. Sulla parete destra del presbiterio vi è un grande affresco raffigurante la nascita di san Giovanni Battista: santa Elisabetta mostra il bambino a due persone prostrate in ginocchio; dietro, in piedi, la Vergine e altre donne su sfondo alberato. Sulla parete sinistra del presbiterio è rappresentata la nascita di Gesù: la Madonna e san Giuseppe mostrano ai pastori il Bambino posto su una fascia di tela di cui essi sorreggono i lembi; in alto un angelo con cartiglio inscritto “Gloria in excelsis Deo”.

