LA TAVOLA DEI MORTI
La Tavele di Muerte
La Tavele di Muerte
Ogni anno, tra 1 e 2 novembre si celebra un rito simbolico in onore dei defunti, con il quale si ha la possibilità di dedicarsi ai propri cari che ormai non ci sono più: “la tavele di muerte” (la tavola dei morti).
La leggenda narra che, in quella notte, i defunti varcano il cancello del cimitero per andare a trovare i parenti oppure a risolvere cose lasciate in sospeso e, in processione, camminano per le vie del paese sino ad arrivare nella propria casa dove consumano il pasto lasciato lì per loro e festeggiano e benedicono i parenti rimasti in vita.
Intorno a questa tavola vi sono diverse tradizioni: quella che accomuna molti paesi della nostra Puglia, in particolare il Nord Barese ed il Foggiano, vede la preparazione di un piatto tipico denominato “Colva”, mentre altri lasciano sulla tavola gli ingredienti di questo piatto, come noci secche o mandorle, caratteristici di questi mesi. Diversi lasciano sul tavolo quello che si è mangiato durante il giorno e altri ancora preparano i piatti preferiti dei cari defunti.
La colva ha diverse ricette, dovute anche al numero eccessivo di ingredienti, per cui si presta facilmente ad essere modificata nei contenuti e nel significato: il grano, le noci, il melograno, le mandorle, l’uva, i fichi secchi e il vincotto sono i prodotti della terra di questo periodo ed, inoltre, permettono di ristabilire simbolicamente il legame coi defunti.
La colva, un piatto tramandato sino ai giorni d’oggi, è di origine greca: infatti, tra i pagani era diffusa l’usanza di preparare ricette a base di grano, simbolo di fertilità e prosperità. In seguito si è diffusa tra i cristiani ed in tutte le regioni della Magna Grecia, per i quali il grano assume il significato di “Vita Nuova”: infatti, nel Vangelo di Giovanni (12,20-33), Gesù dice “In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Forse è anche per questo che i cristiani hanno conservato la tradizione del Grano segno del frutto che, morendo, si rigenera a vita nuova.
La tavola viene organizzata nelle abitazioni private, come un rito intimo, ma dal 2014 la Pro Loco “Dino Bianco” di Sammichele di Bari organizza una tavola dei morti aperta a cittadini e turisti, ai quali viene spiegato questa tradizione ed offerta la Colva: negli ultimi anni, la tavola viene imbandita nell’atrio del Castello Caracciolo e resta visibile al pubblico per tutta la notte.
Inoltre, nei giorni precedenti, la Pro Loco organizza dei convegni per far conoscere agli studenti ed ai cittadini questo rito, viene illustrata e consegnata la ricetta della Colva, ed invita tutti ad allestire la propria tavola ed a condividerne le foto sui profili Social dell’Associazione, in modo da mantenere viva questa tradizione. Lo spirito di recuperare questa tradizione povera si è spinta anche sino alle attività commerciali e a tutti i privati cittadini che vogliono partecipare. Per questo, ogni anno viene creato un album sulla pagina Facebook della Pro Loco per rendere pubblico questo momento di condivisione. QUI l’album del 2020.
RICETTA DELLA COLVA
500 gr di grano
150 gr di gherigli di noci
1 grappolo di uva bianca spellata e denocciolata
1 melograno
q.b. di cioccolato fondente
q.b. di vincotto
La sera prima mettere a bagno il grano; il giorno seguente bollirlo con una punta di sale. Aggiungere tutti gli ingredienti ed amalgamare con il vincotto.
Secondo i gusti, la pietanza può essere arricchita con:
150 gr di nocciole tostate
150 gr di mandorle tostate
150 gr di fichi secchi a pezzi